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6 marzo /

31 maggio

2019

Riccardo Mannelli | Commedia in Z.E.R.O.
a cura di Kunstschau


I primi lavori preparatori di quello che sarebbe diventato il ciclo “Stanze di Guerra” risalgono al 1999: l’dea, ancora abbastanza vaga, era quella di far raccontare ai corpi quella spaventata violenza che percepivo dissimulata dietro le maschere rassicuranti dei volti.

Accumulavo una grande quantità di schizzi, disegni e scatti fotografici delle persone a cui proponevo di posare; altre persone cominciavano a proporsi come modelli e per un periodo ho avuto la sensazione di star costruendo una sorte di anagrafe anatomica contemporanea.

In quel periodo armeggiavo con il computer cercando di umanizzare la macchina nutrendola con la materia dei miei quadri: acquarelli, olii, lacche, vernici, carboni, graffiti, penne, pigmenti vari, polveri, colle, spazzatura e molti rifiuti organici e non. Il fatto che la fiamma di un accendino, un disegno a penna a biro, un pigmento a olio e una bistecca cruda passati per lo scanner potessero diventare un’unica immagine mi entusiasmava. Per non parlare delle possibilità di mettere tutto in movimento: un cinema di pittura.

Nello stesso periodo con la pittura ho approfondito quelle che erano state le prime intuizione per “Stanze” e quasi casualmente (grazie a una di quelle misteriose alchimie che capitano quando si azzardano mescolanze “proibite”) mi sono ritrovato fra le mani una tecnica che permette a un disegno robusto di non farsi corrompere dalla materia pittorica sovrapposta: ho addomesticato la penna biro a lavorare su di una carta assolutamente priva di tenuta (senza colle e amidi, 100% cotone),  pelosa ed elastica come un tessuto grezzo che però una volta incollata su una tavola di legno permette all’inchiostro della penna di amalgamarsi con i diversi pigmenti  di colore (soprattutto pastelli, acquarelli, olio e gessi) che vado aggiungendo per strati con l'aiuto di fissativi e vernici. Ho potuto così intraprendere un lavoro più omogeneo sia sul piano stilistico sia su quello dei contenuti e ho voluto dargli una sua compiutezza individuando queste "Zone di Esibizione di Rovine Occidentali” che enfatizzano la voluta teatralità delle immagini. Questa è la genesi creativa di "Commedia in Z.E.R.O”.

*Il progetto Commedia in Z.E.R.O. (2001-2005) esposto presso il box di Kunstschau è un allestimento vietato ai minori di 16 anni.

*Questa esposizione è collegata alla mostra Diario di un vizio presso MUST Museo Storico della Città di Lecce

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Coordinamento: 
Chiara Bevilacqua
Giancarlo Nunziato
Giulio Ribezzo

Logistica e Allestimento:
Giancarlo Nunziato
Roberto Ciardo

Progetto Grafico e Comunicazione:
Violetta Barba
Grazia Amelia Bellitta

Fotografia:
Grazia Amelia Bellitta

Video:
Salvatore Vantaggiato

Testo Critico su Catalogo:
Roberto Lacarbonara

Intervista:
Davide Russo

Ufficio Stampa:
Lucia Flora Reho

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